6.10.09

Voglio vederti danzare

infiniti insuccessi,

come i brani che possono le note,

ci regalano l'uno che viviamo con successo.

Il caos è divino creatore.


"Bisogna avere un caos dentro di se,

per generare una stella danzante".

25.9.09

Soli

di sole soltanto, per pochi respiri,
mi sono bagnato,
nel caldo ventre del tuo abbraccio
ho nutrito il mio spirito.

Sono vuote le parole che libero,
solo sogni i pensieri
che non scivolano sulle labbra.

15.9.09

Venti

anche oggi sei, 
non una serie di pensieri sconnessi,
ma un sussurro struggente 
loser

8.9.09

poche espressioni


poche espressioni
riempiono un vuoto:

un bisogno di semplicità

e poi complicare il possibile,
l'amare, l'amore e la vita

per una profonda ricerca di possibilità.

Rinascere libero...

3.9.09

alberi e ricordi


Su strade e diramazioni
ondeggiano sensuali;
riportano indietro
a luoghi vissuti,
a paesaggi
inondati
solo di
noi
2

28.8.09

FK

John, Robert ed Edward detto Ted.

14.8.09

The Notwist


The Notwist  >----

----->   The Devil, YOU+ME

nuovo album    >----

----->    www.cityslang.com/mp3/goodlies.mp3

12.8.09

ONEIDA

ANDATA <-----> RITORNO

http://www.myspace.com/oneidarocks

10.8.09

era

quello che vuoi incontrare è quello che era

tempo e spazio su cui evitiamo di riflettere
governano il caso o il destino
tempo per succedere
e spazio per capitare

se potessi aiuterei te come chiunque

odio i poeti quando
hanno sempre ragione

Stelle cadenti e stelle cadute

Stasera sarò come sempre da quando avevo 12 anni a sperare in qualche stella acadente

Chi mi conosce saprà dove trovarmi.
Chi mi conosce bene non mi cercherà.

10.6.09

Se non fosse notte

Se non fosse notte
Questa è una notte di quelle in cui i pensieri si confondono.
Pensi a tutti gli errori che hai commesso e vorresti che il sole sia già alto per porvi rimedio. Pensi ai vecchi rancori e li vedi vicini a quelli che oggi ti farebbero ribollire il sangue..

se non fosse notte e se non fossi con te in camera a riflettere.

Pensi a rivoltare la tua vita come un calzino e pensi a come far sbocciare il fiore di quello che hai piantato, pensi a scrivere di verità e a calare le ombre sui paragrafi per non pentirtene.
Pensi agli amici che non vedi da tempo e a quelli che sei contento di aver perso. Pensi che tutto sia finito e che sia ora di cominciare a fare qualcosa. Pensi ai destini che si incrociano e poi si dividono per non lasciarsi mai.
Non pensavo che mi saresti mancata, che riaverti qui mi avrebbe reso così triste.
Adesso che ci sei, non pensavo.

8.3.09

un piccolo regalo ai gulliverini vicini e lontani

Ho montato un breve clip dell'ultimo saggio del laboratorio teatrale del gulliver
eccovelo...

29.1.09

La Regione Abruzzo e il Diritto agli Studi Universitari.

Riporto integralmente questo intervento di Luca D'Innocenzo presidente dell'Adisu Aquila sul tagli dei fondi al diritto allo studio universitario.

La IX legislatura della Regione Abruzzo si apre in una fase difficilissima, con la grande difficoltà finanziaria dell’Ente ad intrecciarsi con una profondissima crisi economica. Pessime sono le previsioni sul fronte occupazionale e sui redditi delle famiglie e l’Abruzzo è nel pieno della crisi. Il tessuto industriale è in gravissima difficoltà; le disgrazie della Sanità abruzzese sono ampiamente raccontate; migliaia di precari, del pubblico come del privato, hanno già perso il proprio lavoro a causa del combinato tra la crisi e le politiche governative “ammazza-precari”, molti altri lo perderanno nei prossimi mesi. La ricaduta sociale sarà durissima.
In questo scenario rischia di scomparire il “microsettore” del Diritto agli Studi.
Poche decine di lavoratori negli Enti, circa un centinaio nelle ditte appaltatrici tra mense, case dello studente, pulizie. Un granello di sabbia.
Le Adsu però hanno un’utenza ampia e sensibile, perchè garantiscono un diritto fondamentale, quello agli studi universitari, a tutti gli studenti e anche a chi, meritevole, è in condizioni economiche disagiate. Su circa 70.000 universitari in Abruzzo quasi 7000 risultano idonei alla borsa di studio, cioè sono meritevoli e possiedono un reddito ISEE familiare al di sotto dei 16.000 Euro. Altre migliaia di studenti sono con redditi ISEE tra i 16.000 e i 20.000, fanno cioè notevoli sforzi per sostenere i propri studi e tendenzialmente utilizzano i servizi, economicamente più accessibili, delle Adsu, a partire dalle mense.
La crisi economica e reddituale delle famiglie si scaricherà sugli studi universitari dei più giovani. Mentre si affronta la crisi, sia con politiche rivolte alle imprese sia sul fronte degli ammortizzatori sociali, è bene dare “uno sguardo” anche al fronte del diritto allo studio, pena una ricaduta “classista” sugli studi, con conseguenze pesantissime sulla “coesione sociale” e sulla unanimemente declamata “mobilità sociale”
L’ VIII legislatura si è chiusa con un taglio secco di 2.400.000 (32%) sul fondo per il Diritto agli Studi Universitari nel bilancio per l’esercizio provvisorio, riportando la Regione dai 7,4Mni di Euro raggiunti dopo anni di sforzi a 5Mni di Euro.
Un dato da brividi, che travolge i servizi per gli studenti universitari e che precipita l’Abruzzo indietro di 10 anni.
Un dato che, se non corretto in sede di bilancio, porterà l’Adsu dell’Aquila, tanto per essere chiari, a dover scegliere tra il sacrificare le mense universitarie, arrivate a servire oltre 310.000 pasti l’anno o il sacrificare le nuove iniziative residenziali (Residenza diffusa e Residenza ex-Gesuiti).
Una scelta drastica sulle mense avrebbe ripercussioni devastanti per gli studenti universitari, una scelta drastica sulle residenze universitarie riporterebbe la percentuale degli alloggi sugli universitari al vecchio 0,4%, lontano dall’1% appena raggiunto, lontanissimo dall’oltre il 2% nazionale, anni-luce dal 3, 4, 5, 6 che caratterizzano le città-universitarie paragonabili a L’Aquila quali Camerino, Urbino, Pisa, Cosenza, Pavia, Siena, Perugia.
In un contesto difficile l’Adsu dell’Aquila ha abbattuto i suoi costi, ha riportato al 100% la copertura delle borse di studio e ha accresciuto i servizi rimettendo la città dell’Aquila in un contesto “competitivo” con le altre città universitarie.
Non bisogna inoltre dimenticare che l’Università dell’Aquila è un fattore di ricchezza straordinario per la città dell’Aquila: l’ “attrattività” dell’Ateneo, che si compone anche della garanzia della borsa di studio per tutti gli idonei e della qualità dei servizi per gli studenti, può aiutare questo territorio ad “ammortizzare” la crisi economica e ad uscire da essa con alcuni elementi di solidità.
Si può, con un po’ di attenzione da parte della Regione, mantenere i livelli raggiunti a garanzia di un diritto costituzionale anche in una fase difficile come quella attuale.
Nei prossimi 45gg il Presidente Chiodi e la sua maggioranza sceglieranno il destino di “governance” delle Adsu. L’esperienza di chi è uscente può consigliare di non perdere molto tempo nel discutere di “costi dei Cda”, che per le Adsu sono irrisori a fronte di una attiva e utilissima partecipazione studentesca e di una più efficace azione territoriale. Con l’esperienza da Presidente dell’Adsu mi permetto di consigliare al Presidente Chiodi e alla sua maggioranza di scegliere in fretta i nuovi Presidenti e i nuovi CDA, ma in ogni caso, che si scelga velocemente o no, faccio invece appello al Presidente Chiodi, alla sua Giunta, al Consiglio e alle forze politiche e sociali a porgere l’attenzione da subito a quella cifra in bilancio che è assolutamente da correggere, il più presto possibile.
E’ un granello di sabbia, ma i granelli di sabbia, posti nel luogo giusto, possono aiutare a rompere l’ingranaggio della crisi così come, posti nel luogo sbagliato, possono finire per rompere gli ingranaggi della coesione sociale.


Luca D’Innocenzo
Presidente uscente Adsu L’Aquila.

17.12.08

12 dicembre Sciopero Generale Generalizzato

ERAVAMO BELLISSIMI



I motivi per cui ho aderito allo sciopero generale indetto da Cgil e Cobas...

Per costruire un ponte reale di azione e protesta....


con i lavoratori della Funzione Pubblica colpiti dai tagli e costretti a offrire servizi ai cittadini in condizioni sempre peggiori....



con i lavoratori della Antonio Merloni colpiti dalla crisi e già in cassa integrazione

con i lavoratori del settore tessile in perenne recessione

con i lavoratori della comunicazione contro tutti i mali dell'inormazione italiana

con gli operai fincantieri di ancona, Dio li benedica

con i lavoratori del gruppo Elica con una azienda in attivo e molti compagni in cassa integrazione

con i pensionati colpiti dall'inflazione e vera forza morale del paese.

A SCANSO DI EQUIVOCI AL NOSTRO FIANCO, IN PIAZZA C'ERA ANCHE L'ANPI

14.12.08

Niente acqua potabile per 150 studenti a Camerino


Infiltrazioni in serbatorio struttura a causa forti piogge
(ANSA) - CAMERINO (MACERATA), 13 DIC - Il maltempo che ha colpito Camerino avra' strascichi pesanti per circa 150 studenti universitari residenti nel Campus gestito dall'Ersu a San Paolo. Il forte dilavamento del terreno ha provocato infiltrazioni nel serbatoio centrale, da cui si dipartono le forniture per gli appartamenti e le stanze del collegio. L'acqua, dunque, non e' piu' potabile, e non puo' essere usata neppure a fini domestici. Da domani partira' un servizio di approvvigionamento con taniche per gli usi domestici e verranno fornite bottiglie d'acqua. (ANSA).

13.12.08

12 dicembre siopero generale: il precario non ha orario

Il 12 dicembre la Cgil indice una giornata di sciopero generale di tutti i lavoratori.

Ho pensato "Il mio primo sciopero da lavoratore, non posso perderlo!"
Lo sciopero inizia alle 8 di mattina e dura 8 ore.

Dopo aver passato la nottata in bianco per terminare un lavoro da consegnare la mattina esattamente alle 7.45 invio il mio lavoro per email e mi addormento come un sasso. In barba alle leggi in materia ho iniziato lo sciopero ben con un quarto d'ora d'anticipo. Sarò precettato?

Alle 8.20 suona la sveglia mi alzo dal letto e mi metto addosso quello che capita come quasi tutte le mattine.

Alle 8.50 ho finito di prepararmi anche se salto la colazione per guadagnare qualche minuto... come previsto diluvia ma io devo raggiungere Ancona e sono già in ritardo.

Guardo dritto nei fanali della mia auto e lei guarda me. Salgo in macchina e giro la chiave.
Anche oggi mi porterà a destinazione.

Il viaggio scorre senza intoppi almeno fino all'asse nord-sud con solo un po' più di trafffico del solito e qui inziano i problemi qualche accenno di coda e capisco che a causa del maltempo e della manifestazione le strade sono bloccate. Compagni aspettate almeno che arrivino tutti!

Sono le 9.30, il corteo sta per partire immagino e allora decido di uscire a tavernelle e imboccare via Torresi dove trovo una coda di auto che arriva fino in cima alla via. Parcheggio e decido di farmela a piedi. Ottimo un paio di km in più di corteo non autorizzato con ombrello e fischietto in bocca.

Arrivato in Piazza Ugo Bassi ero già fradicio fino alle ginocchia ma grazie a tutta quell'acqua quasi completamente sveglio. Mi metto a inseguire il corteo e faccio tutto Corso Carlo Alberto a passo di marcia... trotterello fino a raggiungere un gruppo del Sindacato Pensionati Italiani (il mitico SPI) che aveva deciso di deviare il corteo sotto agli archi. Li supero beccando anche qualche ombrellata di striscio.

Prendo la galleria Risorgimento e circa a metà (ammazza quanto è lunga a farla a piedi) comincio a sentire le esalazioni tossiche. Un compagno di Pesaro in testa allo Spi mi fa coraggio sventolando la bandierache.

Finalmente raggiungo i compagni universitari, completamente zuppo, all'altezza di Piazza Cavour e intono un agghiacciante Bella Ciao.... i compagni di Urbino rabbrividiscono e mi azzittisco.

Faccio gli ultimi metri di corteo felicerrimo ma la telecamera è scarica e non posso immortalare il bello e rumoroso spezzone studentesco che sfila assieme a Operai metalmeccanici, chimici, lavoratori della conoscenza, Pensionati e tutti gli altri.

Il corteo si conclude a Piazza Pertini con diversi interventi tra cui uno studente Marco detto Socrate prende per qualche minuto l'attenzione dei lavoratori di tutta la Regione Marche.
Intere famiglie erano in piazza nonostante di questi tempi la paga di una giornata di lavoro in meno pesi a tutti con molti dei lavoratori a rischio cassa integrazione e il governo che si preoccupa più delle banche e delle imprese.

Marco si prende un bell'applauso e applauso ringrazia tutti gli studenti che si sono uniti al corteo e sono venuti anche da Camerino e Urbino.

Un ricordo va anche ai lavoratori che da sempre perdono la vita sul posto e in particolare da studente ricordo i morti del laboratorio dell'Università di Catania, morti per il cancro causato dalle esalazioni di sostanze tossiche.

Alle 16.00, dopo otto ore, finisce lo sciopero e vado in ufficio....

Il precario non ha orario!

26.7.07

1984

1984 è uno dei romanzi di George Orwell.

Nell'anno 1984 il mondo è diviso in tre superstati in perenne guerra fra loro.
I tre stati sono delle oligarchie che hanno la pretesa di essere la migliore forma di governo e che quindi dedicano ogni loro sforzo a mantene il potere.
Il partito è un'entità a se e la sua linea non è più influenzata dagli individui che ne fanno parte.
Il partito durante la rivoluzione si è posto il fine di conservare il potere eternamente e intorno a questo obiettivo è cotruita l'organizzazione dello Stato.

Il progresso in tutte le sue forme si è arrestato. Non esiste più altro scopo che la conservazione del potere.

Orwell descrive ed estremizza la più diffusa forma di degenerazione di qualsiasi forma di governo o di organizzazione: può accadere che chi ha in mano il potere che sia un dittatore, un dirigente, una classe sociale lo utilizzi non per il bene comune e neanche per il proprio vantaggio personale ma al solo scopo di manterlo tra le sue mani e incrementarlo.
Dio è potere dice lo slogan segreto del Grande Fratello.

Leggetevi il libro se non l'avete già fatto e lasciatemi un commento sono proprio curioso di conoscere i vostri commenti...

19.4.04

è in stampa il nuovo Pamphlet, periodico della sinistra universitaria della facoltà di economia G. Fuà di Ancona. Gli articoli sono in anteprima su questo sito! ::Fabio:.

17.4.04

Bandiera rossa: genesi di un simbolo.
Alzi la mano chi conosce la storia della bandiera rossa! ho come l'impressione che siano pochi (anche fra i compagni più facinorosi); è curioso scoprire che simboli, parole ed altro, che spesso si danno per scontati, nella realtà, hanno un significato e un origine ben precisi. Non era il colore preferito di Carl Marx o di qualsiasi altro profeta della rivoluzione ma ha una storia ben più remota che risale addirittura all'antica Grecia e in particolare ad Atene. Vigeva, allora, il sistema politico delle poleìs, che in se per se era molto fragile soprattutto rispetto alle minacce estere perchè si confrontava con colossi imperiali come la Persia, l'Egitto, i Fenici, i Romani; ma, al contempo, fu il grande esempio di civiltà che ci viene dal passato: rispetto per tutti (razze, omosessuali, diversi in genere purché fossero colti e ricchi: il resto erano barbari); primo esempio nella storia in cui i cittadini decidevano della politica del proprio paese, in pratica, la democrazia (non è un caso se tutte queste parole vengono direttamente dal greco; ad es. la parola politica viene direttamente da poleis cioè città: non è interessante notare ciò?). Ma andiamo avanti, la democrazia, diceva il politologo Miglio, è un pendolo, oscilla intorno un baricentro, ma in una società sono molteplici le forze che spingono in un verso o nell'altro; fino a quando ci sarà rispetto per l'avversario ci sarà democrazia, nel momento in cui c'è un gruppo prevaricatore allora siamo sul border line (come dicono gli inglesi). Quindi democrazia è esprimere i propri bisogni, lottare per le proprie idee sul come si amministra una società ma con rispetto per l'altro; in una parola democrazia è partecipazione. Osserviamo un attimo la bellezza delle parole e del loro significato: partecipare significa rendersi parte di un sistema, esserne dentro ma con un propria indentità; non posso essere contrario per definizione con questo sistema (società) perchè anche io ne sono un pezzettino, attaccarlo significherebbe in un certo qual modo attaccare se stessi; ma è vero anche che ho la mia individualità da difendere e lo stesso discorso vale anche per le classi sociali. Quindi accadde che in certo punto della storia di Atene avevamo i cittadini, uomini liberi (perchè vivevano di rendita), che votavano, amministravano e facevano carriera; e poi avevamo i lavoratori che non erano schiavi ma non avevano diritti politici (avevano il solo diritto a una retribuzione di sussistenza). Questa situazione durò fino a quando un bel giorno i lavoratori si coalizzarono aizzati da un latifondista greco (politicamente avverso alla "maggioranza di governo") e manifestarono per le vie della città per reclamare i propri diritti; il corteo era aperto da questo latifondista che marciava, felice e contento, con la bandiera rossa (simbolo araldico della propria famiglia). Indro Montanelli ironizzava sul fatto che il simbolo della sinistra avesse un'origine quasi nobile ma in realtà il momento storico è veramente epocale e/o emblematico: è la prima manifestazione, nella Storia, che vede il popolo sfilare pacificamente nelle vie della città per pretendere, democraticamente, una maggiore eguaglianza sociale. La bandiera fu ripresa, poi, all'indomani della rivoluzione francese diventando così il simbolo dei lavoratori uniti, quindi dei sindacati; con l'avvento della filosofia marxista e comunista la bandiera rossa divenne anche il simbolo del partito dei lavoratori. Tengo a precisare che i simboli sono simboli e ognuno ci vede quello che ci vuol vedere ma mi sembrava una storia curiosa ed è comunque cultura.



"Finché esisterà, a causa delle leggi e dei costumi, una dannazione sociale che in piena civiltà crea artificiamente degli inferni, e aggiunge una fatalità umana al destino, che è divino; finché i tre problemi del secolo, la degradazione dell'uomo nel proletariato, l'abbiezione della donna per fame, l'atrofia del fanciullo per tenebra, non saranno risolti; finché, in certi settori, sarà possibile l'asfisia sociale; in altre parole, e da un punto di vista ancor più ampio, finché esisteranno sulla terra ignoranza e miseria, il lavoro dei giovani, per mettere all'indice tutto ciò che è ingiustizia, non sarà mai vano: concorri con le tue idee, i tuoi se, i tuoi però alla realizzazione di tale giornale"

Parafrasando Victor Hugo nella sua introduzione a "Les miserables" (1862)

www.gulliver.unian.it
uniblog@hotmail.com
Ilaria Alpi: la verità.


Quante sono le verità che spiegano un mistero? Per un politico ce ne sono diverse ma quella che gli interessa tra tutte è quella più facile da spiegare, per un giudice la verità esiste solo se è dimostrabile con assoluta certezza ma un bravo giornalista sa che la verità è una sola. Spesso la conosce anche prima di cominciare a cercare. Ilaria Alpi lo sapeva e sapeva anche che molto spesso per trovare la verità basta seguire la stessa strada che percorre il denaro.
Stava percorrendo proprio quella strada quando fu uccisa a Mogadiscio in Somalia.
La guerra civile faceva da sfondo ai suoi servizi sul Tg3 come faceva da sfondo ai traffici illeciti dell’Europa nel paese africano.
Sulla scena ci sono “Uomini d’affari”, sciacalli! Gli uomini che pagano per scaricare rifiuti tossici provenienti dall’industria europea nella “Terra dei pezzenti” e che poi si fanno pagare per procurare le armi necessarie per prolungare la guerra. Così il meccanismo era perfezionato con una guerra civile in corso è più facile coprire certi traffici senza troppi rischi. Ilaria era un sassolino in quell’ingranaggio dagli altri profitti. Sapeva muoversi a Mogadiscio, imprevedibile e intelligente perché era guidata solo dall’amore per la verità e per il suo mestiere.
aveva già annotato nomi e cognomi sui suoi taccuini e il suo operatore aveva filmato una decina di cassette con le prove delle sue tesi.
Per la giustizia infatti non basta sapere la verità ma bisogna anche provarla.
Tutti sanno a Mogadiscio ma solo Ilaria aveva avuto il coraggio di raccogliere le prove e le aveva già annotato nomi, cognomi e luoghi sui suoi taccuini e il suo operatore aveva filmato una decina di cassette con le prove delle sue tesi.
Ma un sassolino non può occupare tutta la scena e qualcosa si stava movendo sullo sfondo.
I trafficanti, i signori della guerra, gli armatori erano decisi a proteggere i loro interessi anche se questo voleva dire uccidere a sangue freddo due persone: Ilaria e Miran Hrovatin il suo operatore.
E lo dimostrarono nel “più crudele dei giorni”.
Poi i sevizi segreti di non so quante nazioni si preoccuparono di infangare e coprire tutto. Non si devono sapere i responsabili!
C’è un processo in corso che più provare al verità è solo fonte di vergogna per il nostro stato di diritto.
Il giudice a cui era stato affidato il caso rischiava di scoprire troppo con un indagine seria condotta sul campo cioè a Mogadiscio e per questo è stato allontanato con una motivazione ridicola.
Un dirigente dei servizi segreti italiani, interrogato in aula, ha dichiarato di sapere… ma di non poter parlare: “Segreto di Stato”. Così si chiamano le verità scomode per un paese. Vergogna!
Le mie sono solo parole tesi oppure è la verità se volete ma non posso provarla.
Devo ammettere di essermi innamorato della figura di Ilaria Alpi dopo aver visto il film “Il più crudele dei giorni” interpretato da Giovanna Mezzogiorno ma già da quello che avevo letto sul suo conto si intuisce il carattere di una delle tante persone che loro malgrado tra le pagine amare della storia d’Italia.
Fabio